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lunedì, gennaio 04, 2016

La matematica va appresa percettivamente

Ho trovato citato in un interessante articolo un passo che riassume in modo chiaro perché la matematica è difficile e perché la didattica utilizzata finora è sbagliata. Oltre a numerose ricerche scientifiche anche la mia esperienza professionale conferma quanto qui riportato.

“… abbiamo scoperto in modo evidente che la matematica è difficile da apprendere, perché la sua comprensione coinvolge sia aspetti geometrico-percettivi (un buon matematico si “immagina” sempre in senso percettivo il significato delle formule che sta scrivendo) sia aspetti simbolico-linguistici.

Le aree cerebrali che sono coinvolte in queste operazioni sono molto distanti tra loro e dunque è necessario allenare il cervello e usarle contemporaneamente.

Spesso invece ai bambini la matematica è presentata in modo puramente “linguistico”, come una lista di istruzioni da memorizzare.

Essendo la memoria linguistica potentissima e durevole, i bambini tendono sin dall’inizio a imparare con poco sforzo la matematica, ma utilizzano una modalità sbilanciata, attivando più gli aspetti linguistici che quelli percettivi.

Quando, però, la quantità di formule da memorizzare diventa eccessiva, la matematica risulta arida e incomprensibile.

Sarebbe, invece, necessario insegnare la matematica ai bambini inviando al loro cervello prima di tutto gli stimoli di tipo percettivo-sensoriale.

Le mani, da questo punto di vista, sono importantissime, perché le aree cerebrali che ci permettono i movimenti delle mani sono molto vicine a quelle che ci fanno percepire le forme geometriche e le quantità approssimate. Come risulta chiaramente dalle più moderne tecniche diagnostiche.” (B. Scoppola, Maria Montessori e la mente matematica)

E già... le mani!

lunedì, giugno 22, 2015

TINA O MARIA?

Quando capita di discutere di scuola tra genitori e/o tra insegnanti, quasi nella totalità dei casi si presentano sempre due posizioni stereotipate: chi rimpiange la scuola di una volta, che bocciava senza pietà, tutta ripetizione libresca e disciplina (ma che permetteva anche ai più bravi tra i figli del popolo di emanciparsi), e la scuola di oggi, tutta ignoranza, lassismo e offerta formativa, supini allo studente-utente-cliente, scuola che però cerca, almeno a parole e senza riuscirvi, di non lasciare indietro nessuno, per garantire non solo il diritto all'istruzione, ma quello che oggi viene ridenominato, in bislinguaggio, "il diritto al successo formativo".

Come insegnante e come genitore sono molto amareggiato che questa sia l'alternativa, o meglio, che al di fuori di tali posizioni entrambe evidentemente perdenti, non ci sia nessuna alternativa credibile (TINA appunto).

Se queste sono le uniche scelte possibili, allora chi persegue giorno dopo giorno lo smantellamento della scuola pubblica ha già vinto, e la scuola pubblica ha gli anni contati. Nell'uno o nell'altro senso la scuola pubblica troverà via via sempre meno difensori, spostandosi l'opinione pubblica a favore della galassia delle scuole private (dalle cattoliche alle libertarie, dai diplomifici all'homeschooling improvvisato), dove ogni orientamento ideologico trova sfogo, dove c'è posto per tutti (quelli che possono pagare).

Tutto naturalmente in barba all'articolo 3 della nostra bistrattata costituzione, che prescriverebbe (sic), nel suo secondo e fondamentale comma, che...

...E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Moltissimi dimenticano che scuole "di una volta" che non lasciano indietro nessuno, che garantiscono il successo formativo senza trasformare la scuola in un progettificio, e che trasferiscono efficacemente le conoscenze alle giovani generazioni, esistono.

Queste scuole "di una volta" sono tra l'altro un'invenzione tutta italiana, ne esistono oltre 20.000 attive nel mondo, e le frequentano spesso i figli dei ricchi, dei ricchi per davvero. Il governatore Mario Draghi ad esempio, ne ha frequentato una in Italia.

Negli USA i fondatori di Google, di Wikipedia e di Amazon vengono  definiti dai giornali, con una non proprio lusinghiera associazione di idee , "the Montessori mafia", avendo frequentato scuole di "origine" italiana.

Sto infatti parlando delle scuole inventate oltre 100 anni fa a Roma da Maria Montessori.

In Italia le scuole Montessori le chiuse il fascismo (quasi tutte). E già questo dovrebbe essere considerato un punto a favore. La libertà alla quale sono ispirate, la loro capacità di formare cittadini liberamente e criticamente pensanti, non doveva piacere all'epoca, e non sembra piacere neppure ora.

Nelle scuole Montessori non sono previsti né voti positivi né bocciature. Però all'uscita da una buona scuola Montessori i bambini sanno di più. Questo "miracolo" avviene tra le altre cose iniziando presto la scuola (meglio se almeno dai tre anni), e soprattutto aiutando giorno dopo giorno i bambini a diventare autodidatti, protagonisti attivi e consapevoli della propria autoeducazione.

Le scuole Montessori sono apprezzate in tutto il mondo, e invece in Italia sembriamo essercene dimenticati.

martedì, giugno 02, 2015

Valutazione scientifica del metodo Montessori

Nei file qui disponibili una rassegna dei principali studi scientifici sulla validità del metodo Montessori. 

Qui il PDF complessivo della conferenza avvenuta lo scorso autunno a Formigine (Modena) con le spiegazioni in italiano fornite dal relatore.

Qui invece i link agli articoli scientifici originali: 
Aggiungerò altri articoli appena avrò tempo... :-)

venerdì, aprile 03, 2015

"La mano organo dell'intelligenza"

Da “Il Segreto dell’Infanzia” di M. Montessori: “... La mano è quell’organo fine e complicato nella sua struttura, che permette all’intelligenza non solo di manifestarsi, ma di entrare in rapporti speciali con l’ambiente: l’uomo prende possesso dell’ambiente con la sua mano e lo trasforma sulla guida dell’intelligenza, compiendo così la sua missione nel gran quadro dell’universo”.

Da “La Scoperta del Bambino” di M. Montessori: “La mano è lo strumento espressivo dell’umana intelligenza: essa è l’organo della mente... La mano è il mezzo che ha reso possibile all’umana intelligenza di esprimersi ed alla civiltà di proseguire nella sua opera.
Nella prima infanzia la mano aiuta lo sviluppo dell’intelligenza e nell’uomo maturo essa è lo strumento che ne controlla il destino sulla terra”.

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Questo elenco di articoli è per colpa mia un guazzabuglio poco ordinato. Sono presenti sia articoli divulgativi di testate giornalistiche...